BANDITA. La rivista del Laboratorio Tantemani.
Esplorazione di cura collettiva
Bandita è la rivista del Laboratorio Tantemani. Ogni numero viene costruito scegliendo un oggetto di indagine, facendo esplorazioni, incontri e raccogliendo suggestioni.
Il numero 16 di Bandita è dedicato all’indagine sulla cura collettiva.
Questo numero è realizzato da Laboratorio Tantemani, laboratorio formativo, espressivo ed artigianale con persone con disabilità come parte del progetto “Segni condivisi di cura collettiva. Incontri tra esperienze e saperi realizzato nell’ambito del Bando dell’Università degli Studi di Bergamo per iniziative di Public Engagement 2025.
La prima Bandita, il numero 0 – appesa sul muro di un appartamento ancora spoglio, dal lato del disegno grande che illustrava la vivacità di una via della città vicina alla mia – mi ha fatto compagnia nei mesi in cui iniziavo ad abitare a Bergamo con Iris e Moisés, e con il cucciolo Coffee, per lavorare all’università.
Ed è con un piacere profondo che ho immaginato, assieme a Tantemani, e poi visto prendere vita questo nostro numero, quasi otto anni dopo, con il progetto di Segni condivisi di cura collettiva. Incontri tra esperienze e saperi – supportato come iniziativa di public engagement dall’Università degli studi di Bergamo.
Abbiamo lavorato, per alcuni mesi, per esplorare come la cura collettiva cresce e attraversa le vite e i contesti quotidiani, come si racconta con le parole e con i disegni.
La cura collettiva si crea con pensieri, attenzioni e gesti che sono assai di più dell’aiuto reciproco del “io ti do e tu mi dai”. È una forma collaborativa, più radicale di solidarietà.
Abbiamo invitato persone già amiche e altre sconosciute a raccontare, scrivendo una storia, ricordi di segni di cura: gesti gentili, incontri e relazioni basati sul capirsi a vicenda.
E questo invito è diventato una collezione di più di quaranta esperienze. Le dodici che Tantemani ha disegnato si sviluppano lungo dodici mesi, come un percorso in un anno ideale. Questi ricordi sono scritti da persone molto giovani e più grandi, con stili e freschezze diversi. In quell’intreccio tra solitudini e relazioni possiamo riconoscere momenti che abbiamo vissuto anche noi. Sono circostanze che sembrano avvenute di recente
ma pure in un tempo indefinito. I disegni, fatti a più mani, mostrano ciò che da un’impronta alle relazioni, e per questo prezioso.
Questa Bandita mostra l’unicità del fare assieme, per guardare le cose da tanti punti di vista, talvolta simili talaltra diversi.
Interpreta, così, anche l’approccio del Creative Methods Open Lab, che si basa sul dialogo tra saperi esperienziali, artistici e scientifici.
È dedicata, con affetto, alle persone (e a tutti gli esseri) che creano, semplicemente e generosamente, momenti e spazi di cura collettiva. Con un grazie sincero a tutte e tutti coloro che hanno condiviso pensieri e tempo per questo progetto.
Micol Pizzolati
Creative Methods Open Lab – Università degli studi di Bergamo
I disegni sono a cura delle partecipanti e dei partecipanti di Laboratorio Tantemani.